Aspetti previdenziali relativi agli eventi di maternitàe

Aspetti previdenziali relativi agli eventi di maternità

Condividi con

La tutela della maternità si estende anche agli aspetti previdenziali: in occasione dei periodi di congedo è previsto l’accredito di contributi figurativi utili per il diritto a pensione.

In via generale tutti i periodi di assenza dal lavoro legati alla maternità (congedo di maternità, congedo parentale, permessi per allattamento, per malattia del bambino, ecc.) sono utili per maturare il diritto alla pensione e per aumentarne l’importo. Qualora questi periodi non siano già coperti da contribuzione obbligatoria (da lavoro), questa tutela si realizza mediante l’accredito di contribuzione figurativa. La contribuzione figurativa è una contribuzione non effettivamente versata, ma riconosciuta per legge al verificarsi di eventi ritenuti dal legislatore meritevoli di tutela.

L’accredito della contribuzione figurativa determina la valutazione di una retribuzione, anch’essa fittizia, che può intervenire a totale copertura del periodo oppure a integrazione della contribuzione obbligatoria versata in misura ridotta in occasione dell’evento. In entrambi i casi mediante questo accredito figurativo si ripristina il valore pieno della contribuzione in modo da evitare possibili “danni” alla futura pensione.

La maggior parte dei congedi legati alla maternità prevede il pagamento di un’indennità; tuttavia alcune astensioni (come i permessi per malattia del figlio o alcuni periodi di congedo parentale) non sono né indennizzate né retribuite. In ogni caso, a prescindere dall’indennizzabilità o meno, i periodi sono comunque coperti da contribuzione figurativa.

In occasione del congedo di maternità l’accredito viene riconosciuto per l’intero periodo di congedo spettante: la durata minima non sarà quindi inferiore a 5 mesi e 1 giorno; potrà invece essere maggiore in caso di maternità anticipata o posticipata. L’accredito figurativo del congedo parentale è invece limitato ai soli periodi di astensione effettivamente fruiti.

Maternità fuori dal rapporto di lavoro
Anche i periodi corrispondenti al teorico congedo di maternità verificatisi al di fuori del rapporto di lavoro sono considerati utili ai fini della pensione. In questo caso il periodo accreditabile è sempre pari a 5 mesi e un giorno (i due mesi precedenti, il giorno del parto e i tre mesi successivi).
Condizione necessaria per l’accredito è poter far valere almeno 5 anni di contributi da lavoro dipendente (anche versati in epoca successiva alla maternità).

Riscatto dei periodi di maternità
Quando la maternità si collochi al di fuori del rapporto di lavoro il periodo teoricamente corrispondente al congedo parentale può essere riscattato. Il riscatto è un’operazione onerosa mediante la quale il lavoratore o la lavoratrice ottengono la copertura contributiva di periodi (individuati dalla legge) altrimenti non utili ai fini pensionistici. Essendo l’operazione onerosa è opportuna un’attenta valutazione del rapporto fra costi e benefici.

Domanda
La legge prevederebbe che i contributi figurativi per maternità vengano riconosciuti solo a domanda; oggi in realtà l’Inps acquisisce d’ufficio i dati relativi agli eventi che si collochino durante il rapporto di lavoro. Resta quindi necessario presentare la domanda solo per l’accredito dei periodi relativi ad eventi che si collochino al di fuori del rapporto di lavoro. In caso di riscatto occorre invece sempre presentare istanza all’Inps.
In ogni caso la richiesta va inoltrata tramite il contact center dell’Inps o per via telematica, direttamente dalla lavoratrice accedendo al sito dell’istituto mediante il proprio Pin o tramite un Patronato. Alle domande sarà sufficiente allegare un’autocertificazione che attesti la maternità e i dati del figlio.

 

Hai altri dubbi o domande?
Da oggi puoi usufruire del servizio di consulenza gratuito Parto&Riparto
dedicato a tutti i neogenitori, un aiuto concreto e personalizzato per rispondere a ogni dubbio giuslavoristico.

Clicca qui!