Come abituare i bambini alla nannae

Come abituare i bambini alla nanna

Condividi con

Negli anni passati, generazioni sono state indottrinate con il “metodo del dr. Ferber”: bisognava fare addormentare il bambino “abbandonandolo” al pianto per ore, da solo nella sua cameretta. Il genitore, infatti, doveva “cronometrare” per più giorni consecutivi il tempo prima di entrare nella cameretta e non avvicinarsi al bimbo ma solo restituendo poche parole consolatorie. Al di là di questo metodo (ritrattato anche dallo stesso medico che lo aveva promosso), ogni mamma ha le sue prassi e i suoi segreti ed è importante che tu ti costruisca le tue. Alcuni punti, però, possono esserti d’aiuto per creare questa routine senza generare traumi.

Dopo i primi mesi (in cui la “simbiosi” e la fusione mamma-bimbo è naturale), cerca di fare una diagnosi di quali sono i ritmi biologici del tuo piccolo. Il tipo di parto, le tue abitudini prenatali, l’ora della nascita saranno importanti per incominciare ad impostare i tempi per coricarlo e per risvegliarlo. Se, per esempio, è nato di notte, il primo riposo dovrà essere per parecchio sino al tardo mattino, per poi accompagnarlo dolcemente a frequenze diverse.  Cerca di introdurre un piccolo riposo nel pomeriggio ma non troppo vicino all’ora della cena e della nanna e stimolalo in maniera adeguata in quelle ore, ma senza proporre attività stancanti. Se nel tardo pomeriggio, infatti, i giochi sono molto “fisici”, nel bambino andranno in circolo elevati livelli di adrenalina ed endorfine che non agevoleranno il suo riposo.

Un buon fattore in grado di conciliare il sonno e creare rituali abitudinari è quello di creare una stanzetta con le cose che ama di più, luci soffuse e musiche naturali. Se credi, puoi cominciare anche con a leggere/raccontare delle storielle; è importante che lo faccia ogni giorno, accompagnando il divenire della sera. Il bagnetto serale è da consigliare solo se il bambino lo ama particolarmente; altrimenti diventerà faticoso per entrambi e lo innervosirà troppo.

In alcuni momenti della crescita, in particolare verso l’8° mese fino a quasi il primo anno, l’ansia da separazione aumenterà. Non preoccuparti: è il suo modo per dirti che sei importante per lui. Cerca di placare questi suoi disagi con semplici gesti, come abbracci, sorrisi e piccole carezze consolatorie ma ferme: pian piano il bimbo si rassicurerà e crescerà con fiducia nei confronti della figura primaria.  Accompagnalo infine alla nanna nel suo lettino assieme a un oggetto che sceglie o che tu gli proponi e lui accetta: un peluche, un giochino, una cosa che lui sente come rassicurante, che toccherà e terrà vicino a sè. D. Winnicott (importante pediatra e psicologo inglese) ritiene, giustamente, che questo oggetto – da lui definito “transizionale” – sarà sostitutivo della nostra presenza pure nelle ore notturne; anche grazie a questo il bimbo, pian piano, non ci ricercherà più perché avrà un “pezzo di noi” anche senza averci accanto.

Di Loretta Redaelli