Come prepararci al primo giorno di nidoe

Come prepararci al primo giorno di nido

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Sembra ieri il giorno del parto ed oggi il tuo piccolo è già un ometto pronto per il suo primo giorno di nido, in grado di sostenere questo passaggio dalla vita simbiotica con te a quella in cui imparerà a socializzare.

La cosa più importante nelle prime settimane d’inserimento è che da parte tua ci sia fiducia nella struttura che hai scelto e di cui hai verificato in precedenza vi siano requisiti igienici e educativi fondamentali per te. La fiducia data al personale dell’asilo è il primo passo per costruire un clima adatto per l’integrazione, coerentemente con la decisione che hai preso. Infatti, se hai scelto di far frequentare il nido al tuo bimbo, hai ritenuto che questa sia una buona soluzione, non solo una necessità familiare.

Il primo mese dovrai cercare di rassicurarlo in ogni modo, cercando di incoraggiare con i tuoi sorrisi e le tue parole questo passaggio, spiegandoglielo preventivamente. Altrettanto importante è che tu riesca a fargli capire che conosci questo posto, che ti piace e hai confidenza.

Il primo giorno suscita in lui curiosità. È importante che tu possa trasmettere anche gioia e serenità a questo momento: mentre ti vedrà sorridente chiacchierare con la sua nuova educatrice, sentirà pian piano che quello che gli hai descritto è davvero un posto sicuro, con persone che la mamma conosce. Così, da solo, potrà iniziare ad allontanarsi sempre di più, cercando nuovi giochi, ma certo di avere il tuo sguardo vicino.

Col passare dei giorni ti sarà chiesto di allontanarti per qualche ora. Questo è il passaggio più critico perché è normale che il bimbo si metta a piangere: è il suo modo per dirti che vorrebbe stare con te, non che si trova male lì. Pertanto, devi fare i conti anche tu col dispiacere di questo distacco, sorridere e trovare formule comunicative positive che lo rassicurino. Non utilizzare frasi come “non piangere”, ma utilizza gli abbracci e i sorrisi per far capire che tutto va bene.

Se riesci, prova a crearti delle frasi di “rito” che aiutino te e lui anche quando il distacco si protrarrà per più tempo, come per esempio “Ciao cucciolo, rimani pure con i tuoi amici, la tua educatrice e i tuoi giochi: la mamma va via per qualche ora da questa porticina e torna sempre da questa porticina”. Far visualizzare il “dove” si esce e “dove” si entra, creare routine costanti e parole ripetute, dare un nome al volto della nuova educatrice: sono tutte cose che serviranno a creare in lui una consolazione che prestissimo si trasformerà in abitudine e conforto.

Se vuoi aiutarlo ulteriormente, forniscigli qualcosa che possa far entrare al nido (come per esempio un pupazzetto o una copertina) e attrezza il mezzo di trasporto con qualcosa che ti faciliti il suo interesse: saranno degli oggetti di “transizione” che lo faranno sentire meno solo e dei passaggi importanti. In questo modo il tuo bimbo porterà “fuori” il suo mondo e i suoi affetti.

Ultimo aspetto su cui concentrarsi è la collaborazione con le educatrici. Ti chiederanno, infatti, di aiutarle a creare delle abitudini di orario e di nanna anche a casa. Cosi facendo il bimbo non sentirà un forte cambiamento fra la tua casa e l’asilo, e sentirà che i ritmi “nuovi” dettati dalle educatrici sono uguali ai tuoi. Questo aiuterà anche te a casa nel processo educativo ed eviterai capricci.

Di Loretta Redaelli