I principi fondamentali: maternità e lavoroe

I principi fondamentali: maternità e lavoro

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La Costituzione italiana prevede come uno dei compiti precipui della Repubblica e quindi di tutti i soggetti che la compongono (istituzioni; associazioni; organizzazioni; imprese…) la tutela e la promozione della maternità.

Per questa ragione, nel definire il lavoro come strumento fondamentale attraverso cui contribuire al progresso personale e sociale, i costituenti hanno sancito anche che in ogni caso le condizioni di lavoro debbano conciliarsi con le funzioni familiari e garantire un’adeguata protezione alla madre e al bambino.

La Costituzione italiana ed alcune altre leggi stabiliscono che nel corso del rapporto di lavoro non vi possa essere diversità di trattamento in termini di retribuzione fra uomo e donna, ma anche che la donna non possa essere discriminata e penalizzata rispetto al lavoratore uomo.

Su questi fondamenti è prevista una serie di tutele che accompagnano la donna lavoratrice nel corso della gravidanza e dopo la gravidanza.

Nelle prossime settimane presenteremo attraverso delle schede specifiche l’insieme delle tutele previste in tema di gravidanza e maternità, il cui impianto è anticipato di seguito.

L’ordinamento giuridico assicura innanzitutto alla lavoratrice madre la permanenza del rapporto di lavoro in occasione della gravidanza, sia nei periodi durante i quali la madre lavora effettivamente, sia nei periodi durante i quali la madre è assente con diritto alla conservazione del posto. Esiste infatti il divieto di licenziamento della donna lavoratrice a partire dal momento del concepimento e fino al compimento di un anno del bambino.

In secondo luogo è prevista la possibilità di assentarsi dal lavoro in alcuni momenti specifici, sia prima del parto sia dopo il parto. In alcuni periodi le assenze al lavoro sono “obbligate”: è previsto infatti un periodo di 5 mesi durante il quale la lavoratrice madre deve obbligatoriamente astenersi dal lavoro; in altri momenti l’astensione dal lavoro è una facoltà concessa alla lavoratrice per poter meglio gestire alcune situazioni, come i controlli prenatali, la malattia del figlio, l’allattamento. Esiste poi un periodo di astensione facoltativa che può essere continuativo o frazionato e che non è necessariamente legato ad un particolare avvenimento connesso alla nascita.

Un terzo ambito di protezione riguarda il lato economico: la donna lavoratrice ha diritto a ricevere un indennizzo nella maggior parte di momenti nei quali è assente dal lavoro per una delle motivazioni sopra descritte. Gli indennizzi sono diversi e vanno da una copertura dell’80% della retribuzione in caso di astensione obbligatoria, al 30% della retribuzione per le assenze per maternità facoltativa. I trattamenti economici corrisposti durante il periodo di tutela della maternità sono generalmente a carico dell’INPS ma sono anticipati dal datore di lavoro; il datore di lavoro in molti casi incrementa l’assegno dell’INPS con una quota a carico proprio.

C’è poi un ulteriore tutela che viene accordata alle madri in occasione di situazioni connesse alla gravidanza oggettivamente problematiche, come per esempio una gravidanza a rischio, o la nascita di un figlio disabile; in questi casi sono previste garanzie particolari sia dal lato dell’astensione dal lavoro sia dal lato della copertura economica.

Infine è prevista un’attenzione particolare ad alcune tipologie di lavoro, particolarmente faticose o potenzialmente nocive per la salute della mamma o del bambino: in alcune situazioni infatti è prevista un’ulteriore astensione retribuita dal lavoro sia prima sia dopo il parto, mentre in altri casi ben determinati è diritto della madre ottenere una modifica delle mansioni oppure degli orari di lavoro.

Tutele analoghe a quelle previste in caso di maternità sono previste in caso di adozione ed affidamento.

Anche il padre lavoratore in occasione della nascita di un figlio ha una serie di diritti, alcuni da godere in alternativa alla madre, altri da godere in via autonoma. Tali diritti prevedono una tutela economica, di conservazione del posto, oltre alla possibilità di astenersi dal lavoro per determinati periodi.