Il parto si avvicina: come prepararsi psicologicamente al doloree

Il parto si avvicina: come prepararsi psicologicamente al dolore

Condividi con

Verso la fine del secondo trimestre di gravidanza, si incomincia a pensare al parto e di conseguenza le preoccupazioni arrivano. È importante sapere che questa tua paura è comune a tutte, in particolare per chi è al primo figlio. I medici chiamano questa paura “tocofobia” e ribadiscono che è legata a meccanismi di sopravvivenza.

Da un punto di vista psicologico per contenere gli effetti di questa paura, un supporto si può trovare nell’esprimere questa emozione a una cerchia di colleghe, donne, amiche che, come te, stanno provando (o hanno già provato) la stessa cosa. Non boicottare la paura parlandone, è il primo passo per cercare di canalizzarla e non rimanerne paralizzata. Alla base di qualsiasi forma “terapeutica”, infatti, c’è “l’uso della parola” che, sentita al momento giusto, ti porterà conforto e supporto. Se in casa questo non è possibile, sappi che parecchi ospedali oramai hanno gruppi di future mamme condotti da psicopedagogisti e terapeuti in grado di lavorare su questo bisogno comune.

Altro passaggio da non sottovalutare per non lasciarsi sopraffare dalla paura è pensare alla “meta”. Esattamente come sei stata in grado di superare tante avversità ed arrivare ad obiettivi personali e lavorativi pensando al traguardo, anche qui immaginare il momento finale può essere d’aiuto per attraversare quel momento. Fare un esame di realtà e ricordarsi che la vita è stata frutto di questa “fatica” per tutti dovrebbe aiutarti a farti capire che certamente ce la farai e che è molto raro che qualcosa vada storto. Questo è quello che ha previsto madre natura.

Se invece è proprio questa la tua paura più forte, ricordati che le persone che ti assisteranno al parto sono preparate a qualsiasi tipo di emergenza. Ostetriche, ginecologi e infermieri sono abituati a sentire e vedere tutto in quei momenti; pertanto, cerca di non preoccuparti di cosa potrebbe succedere: sei in mani esperte.

Un altro accorgimento è quello di circondarti da persone positive: se vi sono persone che proprio ti mettono a disagio e che in queste settimane continuano a demoralizzarti con racconti terribili sul parto o trasferiscono su di te la loro ansia, è bene cercare di limitare un po’ la loro presenza. Adesso più che mai hai bisogno di quiete, energia ma anche sicurezza. Pertanto, è legittimo ritagliarsi dei momenti anche di solitudine o con le tue persone del cuore.

Ultimo, ma non meno importante, è il ricorso a tecniche di rilassamento quotidiano e meditazione. Dal “training autogeno” alla pratica della mindfulness, al respiro consapevole, queste tecniche (alcune delle quali possono essere fatte da soli anche a casa), ti aiuteranno a decomprimere e a stabilire una migliore connessione con il tuo corpo, aiutando il contenimento del dolore e la concentrazione.

Di Loretta Redaelli