La maternità per le lavoratrici iscritte alla gestione separatae

La maternità per le lavoratrici iscritte alla gestione separata

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Anche le collaboratrici coordinate e continuative e le altre lavoratrici iscritte alla gestione separata sono tutelate in una certa misura in caso di gravidanza, adozione ed affidamento

Le collaboratrici coordinate e continuative hanno una forma contrattuale ed una serie di regole che le differenziano dalle lavoratrici dipendenti. La caratteristica principale della collaborazione coordinata continuativa è la scelta da parte del lavoratore dei tempi, dei luoghi e delle modalità di svolgimento della prestazione, con il coordinamento però del committente. Il collaboratore in sostanza non ha un orario giornaliero di lavoro, né necessariamente un luogo fisso dove lavorare; è evidente quindi che le regole sulla tutela della maternità applicate alle lavoratrici dipendenti sono adattabili solo in parte alle collaboratrici.
Tuttavia la legge, in particolare negli ultimi anni, ha esteso alle collaboratrici la gran parte delle tutele previste per le lavoratrici dipendenti, in molti casi adattandole alla diversa condizione di lavoro.

Congedo di maternità

La legge prevede per le collaboratrici coordinate continuative che non abbiano altre tutele l’istituto del congedo di maternità ed il relativo indennizzo: non avere altre tutele significa in questo caso non avere contemporaneamente un lavoro dipendente, non percepire pensione e quindi essere iscritte in via esclusiva alla gestione separata dell’INPS.
Oltre all’iscrizione in via esclusiva alla gestione separata è necessario anche:

  • avere almeno tre mesi di contributi versati nei 12 mesi precedenti i 2 mesi anteriori alla data del parto (il trattamento spetta anche se il committente non ha effettivamente versato i contributi ma avrebbe dovuto versarli);
  • avere versato per i tre mesi appena descritti l’aliquota aggiuntiva dell’0,72% prevista dalla norma.

Possedendo questi requisiti la lavoratrice ha diritto a percepire l’indennità di maternità pari all’80% del reddito esattamente come una lavoratrice dipendente. Il periodo complessivo nel quale l’indennità è percepibile è pari a 5 mesi, due prima del parto e tre dopo il parto; tali periodi sono flessibili con le modalità previste per le lavoratrici dipendenti (vedi scheda dedicata) ed è previsto l’anticipo con le stesse modalità delle lavoratrici dipendenti.
Ci sono però due importanti differenze con le lavoratrici dipendenti:

  • non è necessario astenersi dal lavoro per percepire l’indennità;
  • l’indennità è corrisposta direttamente dall’INPS e non anticipata dal committente.

In caso di affidamento o adozione l’indennità spetta per 5 mesi, che decorrono:

  • dal giorno successivo all’effettivo ingresso del minore nella famiglia, in caso di adozione nazionale;
  • dall’ingresso del minore in Italia, se l’adozione è internazionale; in questo caso, ferma restando la durata complessiva, il congedo può essere fruito (anche parzialmente) prima dell’ingresso in Italia, durante il periodo di permanenza all’estero richiesto per l’incontro con il minore e gli adempimenti relativi alla procedura adottiva;

La domanda dell’assegno per il congedo di maternità va presentata direttamente all’INPS per via telematica oppure con il supporto di un patronato.

Congedo parentale

Come i lavoratori dipendenti, anche i collaboratori (parasubordinati, o co.co.co.) ed i liberi professionisti iscritti alla gestione separata hanno diritto a un ulteriore periodo di astensione dal lavoro indennizzato oltre al congedo di maternità, il cosiddetto congedo parentale, o maternità facoltativa.
Condizioni per poter fruire del congedo parentale sono:

  • l’iscrizione in via esclusiva alla gestione separata;
  • il versamento di tre mensilità di contributi con aliquota maggiorata dello 0,72% nel periodo di 12 mesi precedenti il periodo indennizzabile;
  • l’effettiva astensione dal lavoro nel periodo del congedo (requisito non richiesto per il congedo di maternità).

Il congedo può essere al massimo di sei mesi e deve essere fruito entro i tre anni di vita del bambino. I trattamenti economici per congedo parentale, ancorché fruiti in altra gestione o cassa di previdenza, non possono complessivamente superare tra entrambi i genitori il limite complessivo di sei mesi.

I lavoratori iscritti alla gestione separata possono fruire del congedo parentale anche in misura frazionata a mesi o a giorni, secondo le regole di conteggio applicate ai lavoratori dipendenti.

L’indennità per congedo parentale per gli iscritti alla gestione separata ammonta al 30% del reddito di lavoro relativo alla contribuzione maggiorata (dello 0,72%), calcolato con le modalità previste per l’indennità di maternità.

In caso di adozione e affidamento solo preadottivo, sia nazionale che internazionale, il congedo parentale è riconoscibile per massimo sei mesi entro i primi tre anni dall’ingresso in famiglia del minore adottato/affidato.

La domanda va presentata esclusivamente per via telematica all’INPS o per il tramite di un patronato.

 

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