Quando il Baby Blues arriva…e

Quando il Baby Blues arriva…

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Questo termine, coniato dal pediatra inglese D. Winnicott, indica una condizione in cui la neomamma sperimenta un “disagio emozionale”, interno, definito dallo stesso anche “maternity blues”. Questo disturbo, caratterizzato da un basso livello di concentrazione, malinconia, leggera ansia da stato e sbalzi di umore è molto frequente e si valuta che più del 50% delle donne, sino ad arrivare all’80%, ci sia passata nel primo trimestre di vita del proprio piccolo.

Se anche tu sei in questa fase, la bella notizia è che è uno stato transitorio legato ai livelli di due importanti ormoni in circolo (progesterone ed estrogeni) e non vi sono conseguenze psicologiche a lungo termine di questo malessere.

Pertanto ti gioverà sapere che non c’è una propria “cura” (a differenza della depressione post.partum che arriva mesi dopo ed ha segnali molto più forti). Una volta finite le prime settimane dalla nascita, infatti, e ristabilito un certo equilibro ormonale, la situazione migliorerà da sola.

Per aiutarti in questo difficile momento è necessario ritagliarsi dei momenti di riposo costanti ed avere la possibilità di lasciare per qualche ora il bimbo nelle mani di una persona fidata. La sensazione di stanchezza infatti è legata ai neuro-trasmettitori in circolo (come la serotonina e noradrenalina ) che portano ad alterare il tuo tono dell’umore e il sonno, facendoti sentire ancor più sfiancata e triste. Avere una rete intorno di sostegno in queste settimane è indispensabile sia per riposarsi sia per non riversare sul tuo piccolo questa malinconia che rischia di intaccare la qualità del legame affettivo che stai costruendo con lui.

Un aspetto che è bene ricordare è il fatto che per fortuna le mamme non perdono la capacità di rispondere ai bisogni primari del bambino anche se in balia del baby blues. Pertanto, è inutile avere sensi di colpa: non sei negligente, non sei “incapace” di fare la mamma, non è vero che c’è qualcosa che “funziona male”; c’è solo la necessità fisiologica di ristabilire degli equilibri ormonali. L’aiuto, dunque, di un famigliare, del tuo partner, di un’amica, diventerà fondamentale per farti recuperare le forze, rielaborare sensi di inadeguatezza e permettere anche agli altri membri della famiglia di sentirsi utili.

Di Loretta Redaelli